Consonanza e dissonanza
Descrivere gli intervalli come stabili o tesi e conoscerne la classificazione abituale.
Alcuni intervalli suonano calmi e conclusi, altri suonano tesi. Questa lezione dà un nome a questa differenza, perché linee di basso e accordi la usano di continuo.
Stabili e tesi
Gli intervalli consonanti suonano stabili, a riposo. Gli intervalli dissonanti suonano tesi e sembrano voler muoversi; quel movimento si chiama risoluzione. La dissonanza non è “cattiva”: la musica si muove costruendo tensione e poi sciogliendola. Le lezioni successive usano questa idea per gli accordi (modulo 8) e per le linee di basso (modulo 9).
La classificazione usuale
| Gruppo | Intervalli | Esempi da Do |
|---|---|---|
| Consonanze perfette | unisono, ottava, quinta giusta; di solito anche la quarta giusta rientra qui, ma in alcuni contesti della scrittura a parti classica è trattata come dissonanza | Do–Do, Do–Sol |
| Consonanze imperfette | terze e seste, maggiori e minori | Do–Mi, Do–La♭ |
| Dissonanze | seconde e settime, maggiori e minori, il tritono | Do–Re, Do–Si, Do–Fa♯ |
Un indizio dai numeri
I rapporti di frequenza più semplici suonano più consonanti: l’ottava è 2:1, la quinta 3:2, la quarta 4:3, la terza maggiore 5:4 e la terza minore 6:5. Il temperamento equabile (lezione 1.4) li altera leggermente tutti, tranne l’ottava.
Suona insieme una fondamentale e la sua quinta giusta: Mi a vuoto e Si al tasto 2 della corda La. Poi una fondamentale e la sua seconda minore: La al tasto 5 della corda Mi e Si♭ al tasto 1 della corda La. Descrivi la differenza con parole tue.