Glossario
Tutti i termini definiti nel corso, con la lezione che li introduce. 350 termini.
A
- accento (accent)
Suonare una nota un po’ più forte delle altre.
- accordatore (tuner)
Un dispositivo elettronico o un’app per accordare: il modo più preciso di accordare il basso.
- accordatura standard (standard tuning)
L’accordatura abituale del basso: Mi La Re Sol a 4 corde, Si Mi La Re Sol a 5 corde, ogni corda una quarta giusta sopra quella sotto.
- accordi di settima diatonici (diatonic seventh chords)
Gli accordi di settima costruiti su ogni grado di una scala usando solo note della tonalità.
- accordo (chord)
Tre o più note diverse che suonano insieme.
- accordo add (add chord)
Un accordo con una nota aggiunta e senza la settima, come Do add9.
- accordo alterato (altered chord)
Un accordo di settima di dominante con quinta o estensione alzata o abbassata.
- accordo con basso indicato (slash chord)
Una sigla di accordo con la nota al basso dopo una barra, come Do/Mi.
- accordo di ♭VII (flat seven chord)
L’accordo di ♭VII, l’accordo di prestito più frequente nel rock e nel pop.
- accordo di prestito (borrowed chord)
Un accordo preso dalla tonalità omologa, come iv in una tonalità maggiore.
- accordo di sesta (sixth chord)
Una triade con una sesta maggiore aggiunta: 1 3 5 6, come Do 6.
- accordo di settima (seventh chord)
Una triade più una settima sopra la fondamentale: quattro note, 1 3 5 7, con qualità diverse.
- accordo di settima di dominante (dominant seventh chord)
Una triade maggiore con una ♭7: 1 3 5 ♭7, come Do 7. Il V7 tira con forza verso I.
- accordo di settima diminuita (diminished seventh chord)
Tre terze minori sovrapposte: 1 ♭3 ♭5 𝄫7, come Do °7. È simmetrico.
- accordo di settima maggiore (major seventh chord)
Una triade maggiore con una settima maggiore: 1 3 5 7, come Do maj7.
- accordo diatonico (diatonic chord)
Un accordo costruito su un grado della scala usando solo note della tonalità.
- accordo esteso (extended chord)
Un accordo che continua a impilare terze sopra la settima: 9, 11, 13.
- accordo minore con settima maggiore (minor-major seventh chord)
Una triade minore con una settima maggiore: 1 ♭3 5 7, come Do m(maj7).
- accordo minore sesta (minor sixth chord)
Una triade minore con una sesta maggiore aggiunta: 1 ♭3 5 6, come Do m6.
- accordo minore settima (minor seventh chord)
Una triade minore con una ♭7: 1 ♭3 5 ♭7, come Do m7.
- accordo perno (pivot chord)
Un accordo che appartiene a entrambe le tonalità di una modulazione e fa da cerniera.
- accordo semidiminuito (half-diminished chord)
Una triade diminuita con una ♭7: 1 ♭3 ♭5 ♭7, come Do ø7.
- accordo simmetrico (symmetrical chord)
Un accordo che contiene le stesse altezze se costruito da ciascuna delle sue note, come la triade aumentata.
- accordo sospeso (suspended chord)
Un accordo in cui la terza è sostituita da una seconda o da una quarta.
- alfabeto musicale (musical alphabet)
I sette nomi delle note, che si ripetono nello stesso ordine in ogni ottava.
- alt (alt)
La sigla di una dominante alterata, come Do 7alt.
- alterazione (accidental)
Un segno che cambia l’altezza di una nota: ♯, ♭, ♮, 𝄪 o 𝄫.
- alterazione di cortesia (courtesy accidental)
Un’alterazione, a volte tra parentesi, scritta come promemoria nella battuta successiva.
- altezza (pitch)
Quanto una nota è acuta o grave.
- analisi armonica (harmonic analysis)
Studiare la tonalità, gli accordi e le funzioni di un brano per rendere deliberate le scelte sul basso.
- analisi con i numeri romani (Roman numeral analysis)
Scrivere una progressione con i numeri romani in modo che valga in qualsiasi tonalità.
- anticipo (anticipation)
La nota dell’accordo successivo suonata prima della stanghetta e legata oltre di essa.
- armatura di chiave (key signature)
I diesis o i bemolli scritti dopo la chiave su ogni rigo: valgono per ogni nota con quel nome, in ogni ottava.
- armonia della tonalità minore (minor key harmony)
Gli accordi di una tonalità minore: i ii° III iv v VI VII dalla minore naturale, con V e vii° dalla minore armonica.
- armonia per terze (tertian harmony)
Accordi costruiti impilando terze.
- armonico naturale (natural harmonic)
Una nota suonata sfiorando la corda sopra un nodo e pizzicando: il suono fondamentale si spegne e resta un solo armonico.
- armonico superiore (overtone)
Ogni vibrazione della corda oltre a quella intera: in metà, terzi, quarti e così via.
- armonizzazione (harmonizing)
Scegliere gli accordi per una melodia.
- arpeggio (arpeggio)
Un accordo suonato una nota alla volta.
- aumentato con settima maggiore (augmented major seventh)
Una triade aumentata con una settima maggiore: 1 3 ♯5 7, presente sul III della minore armonica.
- avvicinamento cromatico (chromatic approach)
Una nota di avvicinamento un semitono sotto o sopra la meta.
- avvicinamento di dominante (dominant approach)
Una nota di avvicinamento che è la quinta dell’accordo d’arrivo.
- avvicinamento per grado (scale approach)
Una nota di avvicinamento un grado della scala sopra o sotto la meta.
B
- backbeat (backbeat)
I colpi di rullante sui movimenti 2 e 4.
- battere (downbeat)
Un movimento numerato, in contrapposizione alla “e” tra i movimenti.
- battuta (bar)
Un gruppo di movimenti tra due stanghette.
- battuta divisa (split bar)
Una battuta con due o più accordi, scritta come numeri raggruppati.
- bemolle (flat)
♭: abbassa una nota di un semitono, un tasto verso la paletta.
- bequadro (natural sign)
♮: annulla un diesis o un bemolle scritto prima.
- bicordo (dyad)
Una combinazione di due note, come il power chord.
- blue note (blue note)
La ♭5 della scala blues; con la ♭3 e la ♭7 dà al blues la sua tensione contro gli accordi maggiori.
- blues in 12 battute (12-bar blues)
Uno schema di accordi di 12 battute su I, IV e V, di solito tutti accordi di settima di dominante.
- bordone (drone)
Una nota tenuta o ripetuta mentre l’armonia resta ferma.
- BPM (BPM)
Battiti al minuto. A 60 BPM ogni movimento dura un secondo; a 120 BPM, mezzo secondo.
- bridge (special) (bridge)
Una sezione contrastante, di solito suonata una volta sola.
C
- cadenza (cadence)
Il movimento di accordi che conclude una frase, come la punteggiatura.
- cadenza autentica (authentic cadence)
La cadenza V → I.
- cadenza d’inganno (deceptive cadence)
La cadenza V → vi, o V verso un accordo diverso da I: ci si aspetta casa, ma non viene raggiunta.
- cadenza imperfetta (imperfect cadence)
Una cadenza autentica che non è perfetta.
- cadenza perfetta (perfect cadence)
Una cadenza autentica con entrambi gli accordi in stato fondamentale e la melodia che finisce sulla tonica.
- cadenza plagale (plagal cadence)
La cadenza IV → I, una chiusura morbida.
- cambio di posizione (shift)
Spostare la mano lungo il manico per unire due forme.
- capotasto (nut)
Il punto da cui si contano i tasti. Nei diagrammi è la linea spessa a sinistra; il corpo del basso è a destra.
- cassa (kick drum)
La grancassa, spesso suonata sui movimenti 1 e 3 o intorno a essi.
- catena di dominanti (dominant chain)
Una serie di dominanti che risolvono per quinte discendenti, come E7 → A7 → D7 → G7.
- cent (cent)
Un centesimo di semitono temperato.
- changes (giro armonico) (changes)
Un altro modo di chiamare la progressione di accordi di un brano.
- chiave (clef)
Il segno all’inizio del pentagramma che stabilisce quale nota sta su quale linea.
- chiave di basso (bass clef)
La chiave usata per le parti di basso; i suoi due puntini stanno ai lati della quarta linea, che è Fa (Fa3).
- chiave di Fa (F clef)
Un altro nome della chiave di basso.
- chiave di violino (treble clef)
La chiave di Sol, usata per gli strumenti più acuti e per la mano destra del pianoforte.
- chorus (giro di blues) (chorus (blues))
Un passaggio completo della forma di 12 battute, una strofa del brano.
- circolo delle quarte (circle of fourths)
Il circolo delle quinte letto in senso antiorario, per quarte giuste.
- circolo delle quinte (circle of fifths)
Le 12 tonalità disposte come su un orologio, ogni passo in senso orario una quinta giusta più su e con un diesis in più.
- classe di altezza (pitch class)
Una delle 12 note, in qualsiasi ottava: ogni Do, grave o acuto, appartiene alla classe di altezza Do.
- coda (coda)
Una sezione finale, segnata con il segno 𝄌.
- codetta (flag)
Il segno curvo all’estremità del gambo che accorcia la nota: una per la croma, due per la semicroma.
- consonanza (consonance)
Un intervallo che suona stabile, a riposo.
- consonanza imperfetta (imperfect consonance)
Una terza o una sesta, maggiore o minore.
- consonanza perfetta (perfect consonance)
Unisono, ottava e quinta giusta; di solito anche la quarta giusta.
- corda a vuoto (open string)
Una corda suonata senza premere nessun tasto: il tasto 0 nei diagrammi.
- croma (eighth note)
Una nota con la testa piena, il gambo e una codetta. Dura mezzo movimento.
- crome swing (swung eighths)
Crome suonate lunga–corta, di solito in rapporto 2:1.
D
- da capo (da capo)
D.C.: torna all’inizio.
- dal segno (dal segno)
D.S.: torna al segno 𝄋.
- decima (tenth)
Un intervallo composto: un’ottava più una terza.
- delineare l’accordo (outline)
Suonare le note dell’accordo una alla volta invece dell’accordo intero.
- diagramma dell’accordo (chord box)
Un diagramma che mostra un accordo in una finestra di 5 tasti. Il numero sotto la prima colonna è il tasto da cui parte la finestra.
- diapason (La = 440 Hz) (concert pitch)
Il riferimento standard per l’accordatura: La4 = 440 Hz.
- diatonico (diatonic)
Che usa solo le note della tonalità.
♯: alza una nota di un semitono, un tasto verso il corpo.
- dissonanza (dissonance)
Un intervallo che suona teso e sembra voler muoversi.
- distensione (release)
La sensazione di arrivare a riposo, di solito sulla tonica.
- Do centrale (middle C)
Do4, sul primo taglio sopra il pentagramma in chiave di basso.
- dominante (dominant)
Il grado 5, il sostegno più forte della tonica.
- dominante alterata (altered dominant)
Una settima di dominante con quinta e/o nona alterate e senza 9, 11 o 13 naturali.
- dominante della dominante (V/V) (five of five)
La dominante della dominante, V7/V: in Do, Re 7.
- dominante maggiore (major dominant)
L’accordo di V di una tonalità minore reso maggiore dal 7º grado alzato della minore armonica.
- dominante secondaria (secondary dominant)
La settima di dominante di un accordo diverso da I, scritta V7/x.
- doppio bemolle (double flat)
𝄫: abbassa una nota di due semitoni. Si𝄫 suona come La.
- doppio diesis (double sharp)
𝄪: alza una nota di due semitoni. Fa𝄪 suona come Sol.
- dorico (Dorian)
Il secondo modo: 1 2 ♭3 4 5 6 ♭7.
E
- enarmonico (enharmonic)
Due nomi per la stessa altezza, come Do♯ e Re♭.
- eolio (Aeolian)
Il sesto modo; è la scala minore naturale.
- estensione (extension)
Una nota aggiunta sopra la settima di un accordo: la 9, l’11 o la 13.
F
- fake book (fake book)
Una raccolta di lead sheet.
- famiglia di accordi (chord family)
Gli accordi di una tonalità; in una tonalità maggiore, maggiore – minore – minore – maggiore – maggiore – minore – diminuito.
- fill (fill)
Una breve corsa di note che riempie la fine di una battuta o di una frase.
- fine (fine)
Il punto in cui il brano termina dopo un D.C. o un D.S.
- fondamentale (root)
La nota indicata con 1 o R nei diagrammi, sempre in verde. Il suo significato completo è spiegato nel modulo 7.
- fondamentale–quinta (root–fifth)
Uno schema di basso che alterna la fondamentale e la quinta.
- forma AABA (AABA form)
La forma da 32 battute: quattro sezioni di 8 battute, dove B è il bridge.
- forma d’ottava (octave shape)
Una forma fissa della mano che trova la stessa nota un’ottava sopra o sotto, come due corde su e due tasti avanti.
- forma del brano (song form)
Il modo in cui un brano è organizzato in sezioni.
- forma dell’arpeggio (arpeggio shape)
Uno schema mobile per suonare le note di un accordo una alla volta.
- forma dell’intervallo (interval shape)
Lo schema fisso di corde e tasti che un intervallo forma sul basso con l’accordatura standard.
- forma della scala (scale shape)
Uno schema di scala suonato attraverso le corde.
- forma della triade (triad shape)
Uno schema mobile di corde e tasti per una triade.
- forma mobile (movable shape)
Una forma che suona la stessa scala in un’altra tonalità quando la sua fondamentale è spostata su un’altra nota.
- formula della scala (scale formula)
Lo schema di toni e semitoni che costruisce una scala da qualsiasi nota.
- frigio (Phrygian)
Il terzo modo: 1 ♭2 ♭3 4 5 ♭6 ♭7.
- funzione dell’accordo (chord function)
Il ruolo di un accordo in una tonalità: tonica, sottodominante o dominante.
- funzione di dominante (dominant function)
Il gruppo di accordi con tensione che vogliono risolvere su I: V, vii°.
- funzione di sottodominante (subdominant function)
Il gruppo di accordi che si allontanano e preparano: IV, ii.
- funzione di tonica (tonic function)
Il gruppo di accordi che danno la sensazione di casa: I, vi, iii.
G
- gambo (stem)
La linea verticale attaccata a una testa.
- grado (degree)
Un numero che indica il ruolo di una nota in un accordo o in una scala (1, 3, 5…). Il selettore Gradi mostra questi numeri al posto dei nomi delle note.
- grado della scala (scale degree)
Il numero, da 1 a 7, di una nota all’interno di una scala.
- griglia degli accordi (chord chart)
Un foglio con sole sigle di accordi, di solito con barrette per i movimenti.
- griglia numerica (number chart)
Una griglia scritta con i numeri Nashville.
- gruppo irregolare (tuplet)
Il nome generale di un gruppo di note uguali che ne sostituisce un numero diverso, come la terzina.
H
- hammer-on (hammer-on)
Una tecnica indicata con h tra due numeri di tasto in una tab.
- hook (hook)
La frase orecchiabile, musicale o testuale, che gli ascoltatori ricordano.
I
- ii–V–I (ii–V–I)
La progressione ii7 – V7 – Imaj7, la più importante del jazz.
- indicazione di tempo (time signature)
Due numeri sovrapposti all’inizio della musica: quello in alto dice quanti movimenti ci sono in ogni battuta, quello in basso quale valore conta come un movimento.
- interamente diminuito (fully diminished)
Un altro nome dell’accordo di settima diminuita, in contrapposizione al semidiminuito.
- interscambio modale (modal interchange)
Usare in una tonalità accordi della sua minore omologa o di altri modi omologhi.
- intervallo (interval)
La distanza di altezza tra due note, con un numero e una qualità.
- intervallo armonico (harmonic interval)
Un intervallo tra due note suonate insieme.
- intervallo aumentato (augmented interval)
Un intervallo più grande di un semitono rispetto a uno maggiore o giusto.
- intervallo composto (compound interval)
Un intervallo più grande di un’ottava. Sottrai 7 dal suo numero per ottenere l’intervallo semplice.
- intervallo diminuito (diminished interval)
Un intervallo più piccolo di un semitono rispetto a uno minore o giusto.
- intervallo enarmonico (enharmonic interval)
Due intervalli della stessa dimensione con nomi diversi, come una quinta aumentata e una sesta minore.
- intervallo giusto (perfect interval)
Un intervallo che non ha forma maggiore o minore: unisono, quarta, quinta, ottava.
- intervallo maggiore (major interval)
Una seconda, terza, sesta o settima più grande di un semitono della sua forma minore.
- intervallo melodico (melodic interval)
Un intervallo tra due note suonate una dopo l’altra.
- intervallo minore (minor interval)
Una seconda, terza, sesta o settima più piccola di un semitono della sua forma maggiore.
- intervallo semplice (simple interval)
Un intervallo entro l’ottava.
- intro (intro)
L’apertura strumentale di un brano.
- ionico (Ionian)
Il primo modo della scala maggiore; è la scala maggiore.
L
- lead sheet (lead sheet)
Un foglio con la melodia su un pentagramma, le sigle sopra e spesso il testo.
- legato (legato)
Collegato in modo morbido, come chiede una legatura di portamento.
- legatura di portamento (slur)
Una linea curva che unisce note di altezza diversa e chiede un suono collegato.
- legatura di valore (tie)
Una linea curva che unisce due note della stessa altezza: la prima è tenuta per tutta la seconda e le durate si sommano.
- levare (off-beat)
La “e” tra i movimenti numerati.
- lezione (lesson)
Un passo del corso: un obiettivo, una spiegazione con diagrammi, un esercizio «Prova» e i termini nuovi che introduce.
- lidio (Lydian)
Il quarto modo: 1 2 3 ♯4 5 6 7.
- linea di basso blues (blues bass line)
Una linea di basso costruita con le note degli accordi di settima di dominante, spesso con la 6 come nota di colore.
- locrio (Locrian)
Il settimo modo: 1 ♭2 ♭3 4 ♭5 ♭6 ♭7.
- luminosità modale (modal brightness)
L’ordine dei modi dal più luminoso (lidio) al più scuro (locrio), ogni passo abbassando una nota.
M
- maggiore omologa (parallel major)
La tonalità maggiore sulla stessa tonica di una minore.
- mediante (mediant)
Il grado 3.
- metronomo (metronome)
Un apparecchio o un’app che scandisce un click ai BPM scelti. Molti metronomi accentano il primo movimento di ogni battuta.
- mezzo tono (half step)
La distanza più piccola tra due note: un tasto sulla stessa corda. È il semitono.
- middle eight (middle eight)
Un altro nome del bridge.
- minima (half note)
Una nota con la testa vuota e il gambo. Dura 2 movimenti.
- minore jazz (jazz minor)
La minore melodica con 6º e 7º grado alzati usata sia in salita sia in discesa.
- minore omologa (parallel minor)
La tonalità minore sulla stessa tonica di una maggiore; la sua armatura ha 3 bemolli in più o 3 diesis in meno.
- misolidio (Mixolydian)
Una scala maggiore con ♭7; la scala da cui viene un accordo di settima di dominante.
- misura (measure)
Un altro modo di chiamare la battuta.
- modi paralleli (parallel modes)
Modi che condividono una tonica.
- modi relativi (relative modes)
Modi che condividono una scala madre.
- modo (mode)
Una scala ottenuta partendo da uno dei gradi di una scala madre e trattando quella nota come tonica.
- modo maggiore (major mode)
Un modo con la terza maggiore: ionico, lidio o misolidio.
- modo minore (minor mode)
Un modo con la ♭3: dorico, eolio, frigio e locrio.
- modulazione (modulation)
Un cambio di tonalità: la musica si assesta su una nuova tonica.
- modulazione diretta (direct modulation)
Un cambio di tonalità fatto iniziando semplicemente nella nuova tonalità.
- modulo (module)
Un gruppo di lezioni su un argomento. Il corso ha 16 moduli, numerati da 0 a 15.
- moto contrario (contrary motion)
Due voci che si muovono in direzioni opposte.
- moto obliquo (oblique motion)
Una voce si muove mentre l’altra resta ferma.
- moto parallelo (parallel motion)
Due voci che si muovono nella stessa direzione dello stesso intervallo.
- moto retto (similar motion)
Due voci che si muovono nella stessa direzione.
- movimento (beat)
Il “battito” regolare che senti nella musica; ciò a cui batti il piede.
- movimento debole (weak beat)
Un movimento con meno peso; in 4/4 il 2 e il 4.
- movimento delle fondamentali (root movement)
L’intervallo tra le fondamentali di due accordi consecutivi; la quinta discendente è il più forte.
- movimento di semiminima puntata (dotted-quarter beat)
Il movimento di un tempo composto, che si divide in tre crome.
- movimento forte (strong beat)
Un movimento con più peso; in 4/4 il movimento 1 è il più forte e il 3 mediamente forte.
- musica modale (modal music)
Musica la cui nota di casa e la cui armonia vengono da un modo diverso dal semplice maggiore o minore.
N
- N.C. (N.C.)
“Nessun accordo”: nessuno suona armonia.
- Nashville number system (Nashville number system)
Un modo di scrivere gli accordi come numeri arabi per i gradi della scala, con la tonalità in alto.
- nodo (node)
Un punto che divide la corda in parti uguali, come il tasto 12 (metà) o il tasto 7 (terzi).
- nomi sillabici (Do Re Mi) (solfège)
I nomi delle note usati in italiano, francese, spagnolo e altre lingue: Do Re Mi Fa Sol La Si. Sono fissi: Do è sempre C.
- nona (ninth)
Un intervallo composto: un’ottava più una seconda.
- nota al basso (bass note)
La nota più bassa di un accordo, che ne decide la posizione.
- nota caratteristica (characteristic note)
La nota che rende riconoscibile un modo, come la ♯4 del lidio.
- nota comune (common tone)
Una nota condivisa da due accordi.
- nota d’arrivo (target note)
La nota, di solito la fondamentale dell’accordo successivo, verso cui va una linea di basso.
- nota dell’accordo (chord tone)
Una nota che appartiene a un accordo, in qualsiasi ordine o ottava.
- nota di avvicinamento (approach note)
La nota subito prima di una nota d’arrivo.
- nota di colore (tensione) (colour note (tension note))
Una nota che non è dell’accordo ma aggiunge colore, come la 2, 4 o 6 su un accordo m7.
- nota di passaggio (passing note)
Una nota estranea all’accordo che riempie per grado congiunto lo spazio tra due note dell’accordo.
- nota estranea all’accordo (non-chord tone)
Una nota che non fa parte dell’accordo corrente.
- nota naturale (natural note)
Una delle sette note senza diesis né bemolle: Do Re Mi Fa Sol La Si.
- nota puntata (dotted note)
Una nota seguita da un punto, che ne aggiunge la metà del valore.
- nota stoppata (dead note) (dead note)
Una nota stoppata, indicata con x in una tab.
- notazione a barrette (slash) (slash notation)
Scrivere i movimenti di una battuta come barrette dopo una sigla di accordo.
- notazione scientifica delle altezze (scientific pitch notation)
Indica una nota precisa aggiungendo il numero dell’ottava: il Do centrale è Do4, la corda Mi a vuoto è Mi1. Il numero cambia sul Do.
- numeri delle dita (finger numbers)
I numeri delle dita della mano che preme le corde: 1 indice, 2 medio, 3 anulare, 4 mignolo.
- numero dell’intervallo (interval number)
Il conteggio dei nomi di nota da una nota all’altra, compresi gli estremi: da Do a Mi è una terza.
- numero romano (Roman numeral)
Un numero che dà il nome a un accordo in base al grado della sua fondamentale; maiuscolo per il maggiore, minuscolo per il minore.
O
- ordine dei bemolle (order of flats)
L’ordine fisso in cui compaiono i bemolli nelle armature: Si Mi La Re Sol Do Fa.
- ordine dei diesis (order of sharps)
L’ordine fisso in cui compaiono i diesis nelle armature: Fa Do Sol Re La Mi Si.
- ottava (octave)
La distanza da una nota alla nota successiva con lo stesso nome. La nota più acuta vibra al doppio della velocità; sulla stessa corda è 12 tasti più su.
- outro (outro)
La sezione finale di un brano.
P
- pausa (rest)
Un silenzio della stessa durata del valore che gli corrisponde.
- pausa di battuta intera (whole-bar rest)
Una pausa di semibreve usata per indicare una battuta intera di silenzio, in qualsiasi indicazione di tempo.
- pedale (pedal point)
Una sola nota di basso tenuta o ripetuta mentre gli accordi sopra di essa cambiano.
- pentagramma (staff)
Le cinque linee e i quattro spazi su cui si scrivono le note; più in alto sul pentagramma significa più acuto.
- pentatonica maggiore (major pentatonic)
La scala maggiore senza il 4º e il 7º grado: 1 2 3 5 6.
- pentatonica minore (minor pentatonic)
La scala minore naturale senza il 2º e il 6º grado: 1 ♭3 4 5 ♭7.
- posizione (position)
Una zona del manico in cui si suona una forma.
- power chord (power chord)
La fondamentale e la quinta, spesso con l’ottava; non ha la terza.
- pre-chorus (pre-chorus)
Un breve crescendo che porta al ritornello.
- predominante (predominant)
Un altro nome del gruppo di sottodominante, che precede la dominante.
- prima volta (first ending)
Le battute suonate la prima volta in una ripetizione.
- primo rivolto (first inversion)
Un accordo con la terza al basso.
- progressione di accordi (chord progression)
La sequenza di accordi sotto un brano.
- pull-off (pull-off)
Una tecnica indicata con p tra due numeri di tasto in una tab.
- pulsazione (pulse)
Un altro modo di chiamare il movimento.
- punto di riferimento (landmark)
Una nota facile da trovare senza contare, come le note sui tasti con i segnatasti.
- push (push)
Un altro modo di chiamare l’anticipo: spingere il cambio di accordo in anticipo.
Q
- qualità dell’accordo (chord quality)
Il tipo di accordo: maggiore, minore, diminuito, aumentato, sospeso…
- qualità dell’intervallo (interval quality)
La parola che, insieme al numero, dà il nome esatto a un intervallo: giusto, maggiore, minore, aumentato o diminuito.
- quarta giusta (perfect fourth)
Una distanza di cinque tasti, cioè 5 semitoni. Le corde vicine di un basso in accordatura standard distano una quarta giusta.
- quick change (quick change)
Una variante del blues in 12 battute con IV7 nella battuta 2.
- quinta (fifth)
La nota una quinta sopra la fondamentale in una triade.
R
- rapporto di swing (swing ratio)
Il rapporto tra la nota lunga e quella corta nelle crome swing, di solito 2:1; varia con il tempo e lo stile.
- Real Book (real book)
Un fake book di brani jazz.
- refrain (refrain)
Un verso che ritorna alla fine di ogni strofa.
- relativa maggiore (relative major)
La tonalità maggiore con le stesse note di una tonalità minore; la sua tonica è la ♭3 della scala minore.
- relativa minore (relative minor)
La tonalità minore con le stesse note e la stessa armatura di una tonalità maggiore; la sua tonica è il 6º grado della scala maggiore.
- risoluzione (resolution)
Il movimento da una dissonanza a un suono più stabile.
- ritmo armonico (harmonic rhythm)
Quanto spesso cambiano gli accordi.
- ritmo galoppante (gallop rhythm)
La figura croma + due semicrome, contata 1 e a.
- ritornello (chorus) (chorus)
Una sezione con la stessa musica e lo stesso testo ogni volta; il gancio principale.
- rivolto (inversion)
Un accordo con al basso una nota diversa dalla fondamentale.
- rivolto dell’intervallo (interval inversion)
Spostare la nota inferiore un’ottava sopra, o quella superiore un’ottava sotto. I numeri danno somma 9 e i semitoni 12.
- rullante (snare)
Il rullante, spesso suonato sui movimenti 2 e 4.
S
- scala (scale)
Un insieme di note in ordine di altezza, da una nota di partenza fino alla sua ottava.
- scala blues (blues scale)
La pentatonica minore più la ♭5: 1 ♭3 4 ♭5 5 ♭7.
- scala cromatica (chromatic scale)
Le 12 note in ordine, a un semitono di distanza. Su una corda: un tasto dopo l’altro.
- scala dell’accordo (chord scale)
La scala che va bene su un accordo.
- scala madre (parent scale)
La scala di cui un modo usa le note.
- scala maggiore (major scale)
La scala con lo schema di distanze T–T–S–T–T–T–S.
- scala minore armonica (harmonic minor scale)
La minore naturale con il 7º grado alzato: 1 2 ♭3 4 5 ♭6 7.
- scala minore melodica (melodic minor scale)
La scala minore con il 6º e il 7º grado entrambi alzati: 1 2 ♭3 4 5 6 7.
- scala minore naturale (natural minor scale)
La scala minore con lo schema T–S–T–T–S–T–T, cioè 1 2 ♭3 4 5 ♭6 ♭7.
- scala pentatonica (pentatonic scale)
Una scala di cinque note.
- schema ad arpeggio (arpeggio pattern)
Uno schema di note dell’accordo come 1–3–5–3.
- schema boogie (boogie pattern)
Lo schema di basso 1–5–6–5 su un accordo di settima di dominante, o le sue forme più lunghe.
- schema d’ottava (octave pattern)
Uno schema di fondamentale e ottava in crome, tipico di disco e dance.
- seconda aumentata (augmented second)
Un intervallo di 3 semitoni scritto come seconda, presente tra ♭6 e 7 nella minore armonica.
- seconda volta (second ending)
Le battute suonate al posto della prima volta alla ripetizione.
- secondo rivolto (second inversion)
Un accordo con la quinta al basso.
- segnatasto (position marker)
I pallini sul manico ai tasti 3, 5, 7, 9 e 12 (doppio), ripetuti a 15, 17, 19, 21 e 24 (doppio).
- segno di ripetizione (repeat sign)
Un segno che indica un passaggio da suonare due volte: 𝄆 … 𝄇.
- semibreve (whole note)
Una nota con la testa vuota e senza gambo. Dura 4 movimenti quando la semiminima vale un movimento.
- semicadenza (half cadence)
Una cadenza che finisce su V, aperta come una virgola.
- semicroma (sixteenth note)
Una nota con la testa piena, il gambo e due codette. Dura un quarto di movimento.
- semiminima (quarter note)
Una nota con la testa piena e il gambo. Nel caso più comune dura 1 movimento.
- semitono (semitone)
La distanza più piccola tra due note: un tasto sulla stessa corda. Detto anche mezzo tono.
- sensibile (leading tone)
Il grado 7, un semitono sotto la tonica, che tira verso di essa.
- serie armonica (harmonic series)
Le vibrazioni di una corda per intero e, nello stesso momento, in metà, terzi, quarti e così via. Insieme danno al basso il suo timbro.
- sezione (section)
Una parte di un brano che si ripete, come una strofa o un ritornello.
- shuffle (shuffle)
Un feeling lunga–corta costruito sulla terzina, comune in blues, boogie e rock.
- sigla dell’accordo (chord symbol)
Il nome della fondamentale seguito da un suffisso per la qualità dell’accordo.
- sincope (syncopation)
Note o accenti collocati dove non sono attesi, sui movimenti deboli o in levare.
- slide (slide)
Una tecnica indicata con / (in salita) o \ (in discesa) tra due numeri di tasto in una tab.
- sopradominante (submediant)
Il grado 6.
- sopratonica (supertonic)
Il grado 2.
- sottodominante (subdominant)
Il grado 4.
- sottotonica (subtonic)
Un tono sotto la tonica (♭7), usata nelle scale minori e nei modi.
- stanghetta (barline)
La linea verticale che separa le battute.
- stato fondamentale (root position)
Un accordo con la fondamentale al basso.
- step-up (step-up)
Un cambio di tonalità che sposta l’ultimo ritornello su di un semitono o di un tono.
- strofa (verse)
Una sezione con la stessa musica e testo diverso ogni volta.
- strumento traspositore (transposing instrument)
Uno strumento la cui altezza scritta differisce da quella reale. Alcuni musicisti classificano così il basso; altri no.
- struttura superiore (upper structure)
Le note suonate sopra il basso in un accordo, spesso un accordo più semplice a sé.
- suddivisione (subdivision)
Una divisione del movimento in parti uguali più piccole, come le quattro semicrome di un movimento.
- suffisso (suffix)
La parte della sigla dopo la fondamentale, come m o sus4.
- suono fondamentale (fundamental)
La vibrazione della corda intera.
- suono reale (concert pitch (sounding pitch))
L’altezza che suona davvero, a differenza di quella scritta. Per il basso è un’ottava sotto la nota scritta.
- sus2 (sus2)
Un accordo sospeso con la seconda al posto della terza: 1 2 5.
- sus4 (sus4)
Un accordo sospeso con la quarta al posto della terza: 1 4 5.
- swing (swing)
Un feeling in cui le coppie di crome si suonano lunga–corta invece che uguali.
T
- tab (tab)
Abbreviazione di tablatura.
- tablatura (tablature)
Notazione che disegna le corde come linee e scrive come numero il tasto da suonare.
- taglio addizionale (ledger line)
Una breve linea in più per una nota sopra o sotto il pentagramma.
- tastiera (fingerboard)
La parte anteriore del manico, dove si trovano i tasti e dove premi le corde.
- tasto (fret)
Una posizione sulla corda, contata dal capotasto. Ogni tasto è un semitono più acuto del precedente; il tasto 0 è la corda a vuoto.
- temperamento equabile (equal temperament)
L’accordatura degli strumenti moderni: l’ottava divisa in 12 semitoni uguali, ognuno dei quali alza la frequenza di circa 1,0595 volte.
- tempo (andamento) (tempo)
Quanto sono veloci i movimenti, misurato in battiti al minuto.
- tempo composto (compound meter)
Un tempo in cui ogni movimento è una nota puntata che si divide in tre: 6/8, 9/8, 12/8.
- tempo dispari (odd meter)
Un tempo come 5/4 o 7/8. Fuori da questo corso.
- tempo ordinario (common time)
L’indicazione di tempo 4/4, che si scrive anche C.
- tempo semplice (simple meter)
Un tempo in cui ogni movimento si divide naturalmente in due.
- tempo tagliato (cut time)
L’indicazione di tempo 2/2, scritta ¢: due movimenti da minima per battuta, sentiti in due.
- tensione (tension)
La sensazione che un accordo voglia andare avanti.
- teoria (theory)
La teoria musicale: come la musica è costruita con note, ritmo, intervalli, scale, accordi e armonia. Questo corso la insegna applicata al basso.
- terza (third)
La nota una terza sopra la fondamentale in una triade; decide se l’accordo è maggiore o minore.
- terza piccarda (Picardy third)
Un accordo di I maggiore alla fine di un brano minore.
- terzina (triplet)
Tre note uguali nel tempo che normalmente occupano due dello stesso valore.
- testa (notehead)
La parte tonda di una nota, vuota o piena.
- timbro (timbre)
Il colore del suono di una nota.
- tonalità (key)
Una tonica più la sua scala; un brano è in una tonalità quando usa soprattutto le note di quella scala e sembra risolto sulla sua tonica.
- tonalità adiacente (neighbouring key)
Una tonalità accanto a un’altra sul circolo delle quinte; le due differiscono per una nota.
- tonalità enarmonica (enharmonic key)
Due tonalità con gli stessi suoni scritti in due modi, come Fa♯ maggiore e Sol♭ maggiore.
- tonalità minore (minor key)
Una tonalità costruita soprattutto su una scala minore, la cui terza sopra la tonica è minore.
- tonalità omologa (parallela) (parallel key)
Una tonalità con la stessa tonica di un’altra ma con una scala diversa, come Do maggiore e Do minore.
- tonalità teorica (theoretical key)
Una tonalità che richiederebbe più di 7 alterazioni, che si scrive quindi in modo enarmonico.
Una tonalità adiacente sul circolo delle quinte o una relativa minore; differisce dalla tonalità d’origine al massimo per un’alterazione.
- tonica (tonic)
La nota di partenza di una scala; il grado 1, la nota che dà la sensazione di casa.
- tonicizzazione (tonicization)
Appoggiarsi per un attimo a un altro accordo come se fosse la tonica, senza cambiare tonalità.
- tono (whole tone)
Due semitoni: due tasti sulla stessa corda. Detto anche tono intero.
- tono intero (whole step)
Due semitoni: due tasti sulla stessa corda. È il tono.
- trasportare (transposing)
Suonare la stessa musica in una tonalità diversa, spostando ogni nota dello stesso intervallo.
- trasporto (transposition)
Il risultato del trasportare la musica in un’altra tonalità.
- trasposizione d’ottava (octave transposition)
La convenzione per cui le parti di basso si scrivono un’ottava più in alto di come suonano.
- travatura (beam)
La linea spessa che unisce un gruppo di crome o semicrome al posto delle singole codette.
- tredicesima (thirteenth)
Un intervallo composto: un’ottava più una sesta.
- triade (triad)
Un accordo di tre note costruito impilando due terze: fondamentale, terza e quinta.
- triade aumentata (augmented triad)
Due terze maggiori: 1 3 ♯5.
- triade diminuita (diminished triad)
Due terze minori: 1 ♭3 ♭5.
- triade maggiore (major triad)
Una terza maggiore più una terza minore: 1 3 5.
- triade minore (minor triad)
Una terza minore più una terza maggiore: 1 ♭3 5.
- tritono (tritone)
Un intervallo di 6 semitoni, tre toni interi: una quarta aumentata o una quinta diminuita.
- truck driver’s change (truck driver's change)
Un altro nome dello step-up.
- turnaround (turnaround)
L’ultima battuta o le ultime due di un blues in 12 battute, che riportano alla battuta 1.
- two-beat feel (two-beat feel)
La fondamentale sul movimento 1 e la quinta sul 3, tipica di country, folk e polka.
- two-five-one (two-five-one)
Un altro nome di ii–V–I.
U
- undicesima (eleventh)
Un intervallo composto: un’ottava più una quarta.
- unisono (unison)
Un intervallo di zero semitoni: due note sulla stessa altezza (una prima).
- upbeat (levare) (upbeat)
Un altro modo di chiamare il levare.
V
- valore della nota (note value)
La durata di una nota rispetto alle altre: ogni valore è la metà del precedente.
- vamp modale (modal vamp)
Uno o due accordi ripetuti, tipici dei brani modali.
- vibrato (vibrato)
Una tecnica indicata con ~ in una tab.
- voci esterne (outer voices)
Il basso e la melodia.
W
- walk-down (walk-down)
Una corsa discendente di note che porta dalla fondamentale di un accordo a quella del successivo.
- walk-up (walk-up)
Una corsa ascendente di note che porta dalla fondamentale di un accordo a quella del successivo.
- walking bass (walking bass)
Uno stile di linea di basso con quattro semiminime per battuta, soprattutto nel jazz.